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RIVA DEL GARDA E L’ HOTEL BENACUS

Riva del Garda e lo stesso Hotel Benacus possiedono il raro dono di una doppia anima. Sono città e Hotel di lago e di montagna. Riva del Garda emana un fascino particolare che varia con il mutare delle stagioni. Affollata fin dalla primavera quando sono soprattutto i turisti tedeschi ad eleggerla patria delle loro vacanze, la Cittadina offre tutto l’anno un ambiente invidiabile. Durante l’estate, anche grazie al richiamo esercitato da alcune manifestazioni il cui eco ha travalicato i confini nazionali, insieme a tutto il territorio del Garda Trentino, Riva è al centro di una composita affluenza turistica.

E così l’Hotel Benacus con la sua posizione sul monte Brione che domina la città di Riva del Garda ed il lago stesso è un albergo di lago, di vacanze estive ma talmente bene posizionato con la sua vista panoramica unica e allo stesso tempo collinare con le passeggiate che si possono fare nel bosco e con la tranquillità di trovarsi in una città tipicamente turistica ma anche in una posizione tranquilla e rilassante del Monte Brione.

Riva del Garda offre tanti appuntamenti estivi. Tra questi si ricordano “Notte di Fiaba” e “Musica Riva”. La prima ha sperimentato, nelle ultime edizioni, una nuova formula che coinvolge oltre al lago anche il centro abitato. Così le iniziative, ogni anno legate a un tema differente che richiama il mondo della fiaba, di giorno si sviluppano nel percorso urbano e, alla sera, terminano con un coreografico spettacolo pirotecnico che illumina di riflessi l’acqua del lago.

La notte di fiaba può essere ammirata dall’Hotel Benacus da una posizione unica. Infatti l’Hotel Benacus per la sua posizione panoramica sul monte Brione fa gustare agli ospiti i fuochi di artificio comodamente seduti in terrazza e nella più assoluta tranquillità.

“Musica Riva”, invece, richiama da ogni parte del mondo giovani musicisti che nella cittadina gardesana possono frequentare stages di perfezionamento tenuti da docenti di fama internazionale. È però in inverno, quando i residenti possono riappropriarsi del centro e viverne gli spazi più liberamente, il momento in cui Riva si presenta in tutta la sua seduzione fatta di atmosfere impalpabili, di sapori notturni, di riflessi nostalgici che si muovono sull’acqua. Appare difficile, addirittura impossibile, individuare lo scorcio che la rappresenta al meglio, scegliere la “cartolina” da portarsi nella mente per tornare, anno dopo anno.

Sicuramente a livello visivo la vista offerta dal nostro Hotel Benacus è unica e chi ammira il panorama dalla terrazza dell’Hotel Benacus o dai balconi delle sue camere non può che rimanere a bocca aperta.

Ma l’immagine che, più di altre, può rappresentare Riva del Garda è quella della panoramica che, in un solo sguardo, comprende piazza III Novembre e le sue tanto caratteristiche case colorate, l’antica torre Apponale, il palazzo Pretorio e quello del Comune. A chi passeggia in questo scenario, così simile nella forma a un anfiteatro, sembra di camminare a braccetto con la storia. Generosamente il tempo vi ha lasciato tante testimonianze. Come la torre Apponale, antico baluardo per la difesa della città che, forse, deve il suo nome al fatto di essere stata posta a difesa del porto volto “a Ponale”, ovvero di fronte. Eretta attorno al 1200 e sopraelevata nel 1555, torre aveva ai piedi i magazzini del grano, quelli del sale e i banchi di cambio. Alta 34 metri, conserva una campana fusa nel 1532 e l’orologio. La sua sommità è sovrastata da un angioletto in lamiera di rame (l’Anzolim de la tor in dialetto trentino) che è identificato come il simbolo della città. Punto di osservazione importante, anche durante la prima guerra mondiale la torre Apponale ebbe tale funzione. Salendo i 165 gradini della scala interna si può godere di un panorama particolarissimo. Da qui lo sguardo si sofferma sul palazzo Pretorio, edificato da Cansignorio della Scala nel 1375 e sul palazzo del Comune che, come ricorda una lapide, fu ricostruito dal provveditore veneziano a Riva Francesco Tron nel 1482 a due secoli dalla sua prima edificazione. I due edifici sono collegati tra loro da portici ricchi dilapidi tra le quali ci sono quelle che ricordano i cittadini caduti nella guerra di indipendenza del 1846-1867 e nella seconda guerra Mondiale 1944-1945 oltre a interessanti frammenti di iscrizioni romane.

Poco lontano, dopo aver percorso la via Gazzoletti, si raggiunge la Rocca. Edificata dai cittadini di Riva nel 1124 a difesa e controllo della città e del porto, la Rocca è per antonomasia la testimone delle vicende storiche vissute da Riva fin dal Medioevo. Vi si succedettero infatti varie dinastie di potere e, a seconda delle epoche essa ricoprì svariati ruoli e funzioni. Oggi la Rocca si presenta con una struttura alquanto diversa da quella che doveva avere in origine pur se la conservazione di alcune preesistenze architettoniche consente la riconoscibilità della sua struttura iniziale.

È comunque certo che, attorno alla metà del Trecento, gli Scaligeri impegnati a fortificare i porti di Sirmione, Peschiera, Lazise e Riva, le diedero quell’aspetto che attualmente è possibile ritrovare nella Rocca di Sirmione, cioè quello di castello fortezza circondato dall’acqua. Dopo un breve tempo passato sotto l’influenza dei Visconti, il Quattrocento vide l’edificio gravitare nell’orbita politica dei veneziani. Ma già agli inizi del Cinquecento la Rocca assunse una fondamentale importanza nella strategia militare di Massimiliano I d’Asburgo. Passata successivamente sotto il controllo vescovile, Bernardo Clesio ne trasformò in elegante residenza signorile la parte occidentale grazie all’impiego di artisti e architetti così come accadde anche al castello del Buonconsiglio di Trento. Con Cristoforo Madruzzo che seguì al Clesio, la Rocca fu la corte per i prelati e gli uomini di cultura che da qui partivano per visitare la zona. All’inizio del Seicento il capitano Gianangelo Madruzzo e la moglie Alfonsina Gonzaga di Novellara adibirono la Rocca a residenza e in seguito, fino a tutto il Settecento, essa fu protagonista nei conflitti tra i principi vescovi trentini e la contea tirolese. È però nel l’Ottocento, quando essa fu compresa nei progetti austro ungarici, che la Rocca divenne oggetto dei più importanti interventi di ristrutturazione della sua storia. Tra i più evidenti si segnala la creazione di un nuovo corpo di fabbrica rivolto verso il lago che ne sostituì la preesistente ala meridionale. In parte danneggiata dalle guerre del Novecento, in anni recenti la Rocca è stata oggetto di complessi e arti colati interventi di recupero e restauro promossi dalla Provincia autonoma di Trento. I lavori, iniziati nel 1979 e realizzati in fasi successive, hanno restituito all’edificio quella bellezza che oggi è sotto gli occhi di tutti e hanno dotato le collezioni del Museo civico, che qui ha sede, degli spazi più adeguati e funzionali. Ma la storia di Riva del Garda, come quella di ogni altro luogo, non si trova solo nelle articolate e complesse vicende degli edifici più grandi o rappresentativi. Il passato ha lasciato tracce anche negli eventi più piccoli, in particolari apparentemente marginali che, pur se davanti agli occhi di tutti, nascondono un messaggio che il tempo, le mutate tradizioni e la diversa sensibilità spesso celano all’interpretazione. E’ il caso della statua di San Giovanni Nepomuceno che, eretta in origine sulla piazza del porto a protezione della città, ha recentemente ritrovato l’originaria collocazione dopo che, durante la grande guerra gli austriaci l’avevano spostata nei giardini della Rocca. Realizzata nel 1735, essa ricorda il martire boemo che re Venceslao fece annegare nella Moldava nel 1383 o forse nel 1393.

Qualche anno fa, in occasione di un evento espositivo organizzato dal Museo civico di Riva, Giancarlo Maroni (1893-1952) venne descritto come l’”architetto del lago”. Una definizione che calza a pennello a questo personaggio che tanti e importanti progetti ha realizzato proprio sulle terre che guardano al bacino più esteso d’Italia. Nato a Arco, Maroni (che adottò il nome Giancarlo per evitare di essere confuso con un omonimo parente), ha lasciato sul territorio numerose testimonianze che ancor oggi esprimono la sua attenta e moderna sensibilità progettuale e costruttiva. A Riva in particolare, dove subito dopo la prima guerra mondiale aprì uno studio di architettura insieme al fratello Ruggero, i suoi interventi guardarono al ripristino di un centro storico che i bombardamenti avevano tanto e pesantemente danneggiato. Passeggiando per le vie, le piazze e il lungolago si possono ancora oggi gustare le sue realizzazioni e apprezzare l’equilibrio compositivo degli edifici che egli “italianizza” adottando, per esempio, frequenti aperture “ad arco”. Ma la sua impronta, oltre che in palazzi quali quello dei Provveditori, nella Canonica Arcipretale e nell’Hotel Sole, si trova anche in alcune piazze tra le quali piazza San Rocco, piazzetta Craffonara e piazza delle Erbe.

Grande amico di Gabriele D’Annunzio, per il quale riprogettò la tenuta di Cargnacco a Gardone Riviera trasformandola nel celebre Vittoriale degli Italiani, a Riva Giancarlo Maroni lavorò anche sulle architetture affacciate sul lago della Centrale Elettrica e sulla Spiaggia degli Olivi. Ultimo dei suoi interventi rivani, la Spiaggia degli Olivi si esprime un linguaggio moderno che non rievoca nè richiama quello degli edifici e delle architetture vicine anche se il colore giallo con il quale è realizzata è un preciso riferimento alla Centrale Elettrica e all’Hotel Sole. Il suo andamento orizzontale dialoga con il lago coerentemente con la filosofia progettuale di Giancarlo Maroni che cercò sempre di rapportarsi in maniera equilibrata con il territorio e l’ambiente circostante.

Tra Riva del Garda e Torbole, al centro della pianura del Sarca, emerge la collina calcarea-marmosa del monte Brione.

Ed è su questa collina che sorge il nostro Hotel Benacus. A contatto diretto con le sue bellezze e in posizione assolutamente tranquilla e soleggiata. E’ anche nei giudizi che gli ospiti esprimono nei vari portali in cui il nostro albergo Benacus è ottimamente posizionato che si può evincere quanto bella sia la posizione dell’Hotel Benacus sul Monte Brione e quanto siano apprezzati i suoi servizi. Infatti su Tripadvisor o Holiday check o Booking.com si può leggere tutta l’ammirazione degli ospiti per la straordinaria location del nostro Hotel Benacus. Posizione che distingue l’Hotel Benacus da tutte le altre strutture a Riva del Garda.

Largo un chilometro e lungo tre, nel suo punto più alto il monte Brione raggiunge i 376 metri di altezza presentandosi con una forma così particolare che molti lo paragonano alla chiglia di una nave o ad uno spicchio d’arancia. La vista che si gode dalla sua sommità (sottoposta a vincolo di tutela) è splendida e comprende il monte Altissimo e l’accesso alla pianura di Loppio. Si raggiunge percorrendo il Sentiero della Pace che parte dal porto di San Nicolò attraverso la piccola strada che prende inizio da San Alessandro. La flora del monte Brione mostra caratteri di grande interesse soprattutto per la presenza di un gran numero di specie botaniche, addirittura 500 secondo alcuni studiosi, che vi prosperano grazie al clima particolare. Accanto alle bellissime orchidee – che qui crescono spontanee in più di venti specie – vi sono specie termofile submediterranee come il leccio, il bosso, la ginestra e l’alloro e altre tipiche di altitudini maggiori.

Ma i visitatori del monte Brione non possono rimanere indifferenti alle testimonianze storiche e architettoniche rappresentate dalle numerose opere difensive che, a partire da metà dell’Ottocento, vi edificarono gli austriaci: i forti San Nicolò, Garda e San Alessandro San Alessandro e la Batteria di Mezzo, che il Museo civico di Riva del Garda recentemente inserito nei suoi percorsi didattici. La Batteria di Mezzo, che fu edificata tra 1885 e 1888 con pietre squadrate e lavorate e copertura in calce struzzo, era posta a controllo della zona di Nago-Torbole ed era in grado di ospitare più di settanta persone. Ancor oggi, nonostante nel dopoguerra i recuperanti vi abbiano prelevato il ferro e abbattuto i soffitti, la sua struttura por tante si presenta in ottime condizioni. Utilizzato come sede del Centro Studi sui lago di Garda dell’Agenzia provinciale per l’Ambiente è invece il forte San Nicolò. Costruito tra 1860 e 1862 nel porto di Riva del Garda a difesa della strada di collegamento tra Riva e Torbole, è uno dei primi edifici di questo tipo che gli austriaci costruirono nell’Alto Garda. Rimodernato nel 1911- 1912 quando fu dotato di quattro cannoni e di una cupo la con riflettore a scomparsa, il forte San Nicolò si mostra oggi come un’imponente costruzione su due piani in perfetto stato di conservazione. Così come in ottimo stato di conservazione è il forte di Nago, recente e prestigiosa sede espositiva e culturale.

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